L'amichevole cinefilo di quartiere

Lucy

LucyIn the Sky with Besson?

TRAMA: A Lucy viene inserito nello stomaco un pacchetto contenente una strana sostanza. Quando, a seguito di un pestaggio, il pacchetto si lacera e il suo contenuto viene assorbito dall’organismo, la ragazza si accorge di aver acquisito capacità incredibili.

RECENSIONE: Ehi, tu!

Sì, dico a te!

Sei un regista altalenante, che passa da buone opere a cazzatine senza pretese?

Hai creato un film basandoti su un’idea che, oltre ad essere farlocca, è pure già vista e stravista?

Non sai come attirare l’interesse verso la tua pellicola, che se fosse diretta dal Signor Nessuno verrebbe ritirata dalle sale dopo un week end, e poi e poi?

Non ti preoccupare, abbiamo la soluzione per te!

Abbiamo creato Tette™!

Con l’uso di Tette™ avrai torme di spettatori che non vedranno l’ora di andare in sala a sciropparsi la tua brodaglia, perché saranno ipnotizzati dai due meloni forniti gentilmente al tuo film dalla nostra impresa.

Che cosa stai aspettando?

Scegli la qualità!

Scegli l’affidabilità!

Scegli Tette™!

seno

Gag a parte, penso di aver spiegato quale sia l’unico motivo di interesse di Lucy.

Se vi è capitato di vedere Limitless, uscito tre anni fa, o la serie televisiva Kyle XY (2006-2009), direi che la visione di questo film sia pressoché inutile.

Premettendo che l’ultima opera di Besson (il disimpegnato Cose nostre – Malavita) mi aveva divertito parecchio, avrei sperato in una pellicola decisamente più originale ed incisiva per un suo ritorno alla “roba seria”.
Lucy infatti si rivela essere un classico film di inseguimento, con una regia che talvolta centra il bersaglio ma allo stesso tempo zavorrato da una sceneggiatura, sempre di Besson, con una quantità di cliché spaventosa.

lucy pistola

Se visivamente ci può anche stare qualche virtuosismo (l’inserimento di scene naturalistiche alla Superquark serve a…?), uniti agli effetti speciali relativi alla visione “metafisica” da parte della protagonista e al solito ABC degli action/pursuit movie, la sceneggiatura ha tantissimi tòpoi noti e stereotipati.
La persona comune/sbandata che diventa il fulcro della vicenda, il fuggitivo che ha involontariamente qualcosa che i cattivi vogliono, la polizia con l’unico detective in gamba che capisce la situazione, il vecchio scienziato che opera per il bene dell’umanità… tutti elementi visti in troppi film per non avere una sensazione di déjà vu perenne.

lucy scena

Per quanto riguarda invece l’assunto principale della pellicola (l’utilizzo da parte degli esseri umani di solo il 10% della propria capacità cerebrale) preferisco non perdere tempo in una confutazione piuttosto evidente, e rimando direttamente alla pagina di Wikipedia che tratta l’argomento (la trovate qui http://it.wikipedia.org/wiki/Sfruttamento_del_10%25_del_cervello).

Come protagonista una monoespressiva e tettosa Scarlett Johansson ci può stare se non la vedi (Lei) o se il suo personaggio fa da vera e propria bomba sexy di turno (Don Jon); in situazioni da one-woman show servirebbe invece qualcuna con più carisma e abilità recitative (tipo Jodie Foster o Marion Cotillard, per dire).

Morgan Freeman è stato colpito dalla sindrome di Samuel L. Jackson, ossia il letale morbo che porta a comparire in decine e decine di film a caso, tanto per avere il proprio nome sul manifesto, mentre il Min-sik Choi che tanto aveva impressionato nei film di Park Chan-wook qui è sprecato come invitare David Letterman a Colorado Cafè.

lucy freeman

Lucy: attori principali e regista troppo famosi per essere un B-movie, film troppo brutto e con un’idea principale troppo imbecille per essere un’opera seria.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: i recenti Limitless (2011) di Neil Burger e Transcendence (2014) di Wally Pfister.

Bon, e con questa chiudiamo il cerchio:

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Commenti su: "Lucy" (8)

  1. Ok, mi hai convinto, lo vedrò, perchè di sicuro il mio tempo sarà speso bene: o apprezzerò il film o apprezzerò le tette. COmunque andrò a casa soddisfatto 😀

  2. Dopo aver visto la Johansson in “Under the skin” sono proprio curiosa di vedermela alle prese con le eroine di Besson. Però, a quanto sento in giro, maluccio questo “Lucy”. Andrò a vederlo anche se non credo di potermi accontentare della parte “tette”, ahahaha!

  3. Just me ha detto:

    “La sindrome di Samuel L. Jackson” ahahah non mi sento di aggiungere altro

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