L'amichevole cinefilo di quartiere

Cattivi vicini

cattivi vicini locandinaI parenti non li scegli.
Figurati i vicini.

TRAMA: Una coppia vive in un quartiere tranquillo e pacifico fino all’arrivo di una confraternita universitaria capeggiata da Teddy, che sconvolgerà la loro vita.

RECENSIONE: Per la regia di Nicholas Stoller, specialista nelle commedie piuttosto sguaiate, Neighbors è l’esatto esempio di film tecnicamente mediocre (e apparentemente tutto fuorché invitante), che raggiunge però alla perfezione il proprio scopo.

Perché dico questo?

  • Perché spesso la macchina da presa sembra tenuta in mano da una persona affetta dal morbo di Parkinson.
  • Perché la sceneggiatura potrebbe essere scritta su un post-it ed è un mero pretesto per mostrare una gag dietro l’altra.
  • Perché uno dei protagonisti è Zac Efron, famoso per aver recitato in un musical della Disney che faceva inzuppare le ragazzine in tempesta ormonale.

Appurato questo, Cattivi vicini mi ha fatto piegare in due dal ridere.

Una commedia non deve essere (necessariamente) “bella” in senso tecnico, poiché il suo obiettivo è un altro.

Prediligendo il contenuto sulla forma, preferisco guardare una pellicola comica realizzata in maniera magari non eccelsa ma che riesca a svagarmi e mi diverta per un’ora e mezza, e in tal senso questo film centra perfettamente il bersaglio.

L’ironia è piuttosto volgare (espliciti riferimenti sessuali à go go, turpiloquio senza freni), ma a differenza di un cinepanettone o cineputtanata qualsiasi è azzeccata per il contesto e riesce a non essere stantia.

La casa come rifugio sicuro dallo stress del lavoro e degli impegni quotidiani diventa qui una trappola.
Si assiste ad un ribaltamento tra ciò che solitamente è sicuro (la propria dimora) e ciò che non lo è (il mondo esterno, agorafobia portami via), con la dimensione casalinga-urbana come continua fonte di lotta e di affermazione del proprio spazio a scapito di quello dei vicini, che vengono visti come una calamità.

Tipo le locuste, la pestilenza o i boy scout.

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L’uomo regredisce quindi ad uno stadio animalesco, con l’ossessiva ricerca di una marcatura del territorio solitamente non necessaria (è la legge che protegge i cittadini, la dimensione da Far West grazie a Dio l’abbiamo superata) ma che lo galvanizza e lo rende fiero della propria autorità, sfociando in una vera e propria battaglia tra individui per la propria libertà.

Individui che arrivano a volersi bene più o meno come Lakers e Celtics.

La regia di Stoller, come in generale quella delle commedie, ha come unico obiettivo l’aggiungere più brio possibile alle gag.
A parte dei tremori piuttosto evidenti (e altrettanto fastidiosi) in alcune scene di dialogo, sono pochi gli spunti da segnalare (come ad esempio la scena dell’airbag, che si vede anche nel trailer).
Per il resto normale amministrazione: tranquilli e sicuri come Una poltrona per due a Natale.

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La sceneggiatura, come già accennato, è piuttosto semplice e senza molti arzigogoli, ma a differenza del solito ciò è un bene: in tal modo lo spettatore non si stanca nel seguire eventuali sottotrame o varie complicazioni narrative, ma può semplicemente gustarsi quel che vede.

I dialoghi ricchi di botte e risposte e conditi da moltissima volgarità fanno immergere lo spettatore nella realtà urbana in cui si svolge la vicenda, diminuendo il filtro (e la distanza) tra il pubblico e lo schermo.

L’ironia è accresciuta anche dalla netta separazione tra la felice e agiata coppietta tipicamente wasp con la chiassosa confraternita di giovincelli, che alla Animal House maniera si comporta né più né meno con il savoir faire un’orda unna inferocita.

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Azzeccati i ruoli principali.

Seth Rogen e Rose Byrne (Segnali dal futuroCome un tuono) sono una coppia divertente: in loro vi è la contrapposizione tra l’uomo immaturo e la donna con la testa sulle spalle (I Simpson docet), ma con alcuni ribaltamenti di ruolo piuttosto divertenti.

Non pensavo che l’avrei mai detto, ma Zac Efron quando non canta, non balla e non gioca a basket non è neanche male.
Il ruolo di fisicato leader dei ragazzi gli si addice, e il confronto tra lui e Rogen, come l’intera pellicola del resto, deve la sua comicità alle differenze antitetiche.
Particolarmente comiche per quanto riguarda fisico e abitudini.

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Apparizioni di Dave Franco (Now You See Me) e Christopher Mintz-Plasse (Kick-Ass 2) nei panni di altri membri della confraternita.

In generale un film divertente, per passare un’ora e quaranta circa di puro svago.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: Sul rapporto di vicinato sono stati realizzati molti film, di diverso genere. Per la commedia I vicini di casa (1981) e Duplex – Un appartamento per tre (2003). Sul versante dramma-thriller Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York (1968) ,Uno sconosciuto alla porta (1990) e Arlington Road – L’inganno (1999).

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Commenti su: "Cattivi vicini" (2)

  1. questo ce l’avevo in watchlist: il mio sesto senso mi suggeriva che sarebbe stato divertente. Lieto di averci visto giusto: aspetto con ansia il dvd (non mi piace spendere soldi al cinema per film di questo tipo)

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