L'amichevole cinefilo di quartiere

pianeta scimmieCita vs Tarzan.

TRAMA: 10 anni dopo lo scatenarsi dell’epidemia (nata da una cura per l’Alzheimer testata sulle scimmie) i pochi umani superstiti cercano un modo per fermare il conflitto con gli stessi primati, diventati col passare del tempo sempre più intelligenti ed evolute.

RECENSIONE: Seguito de L’alba del pianeta delle scimmie, diretto da Rupert Wyatt, e reboot di una delle saghe cinematografiche più famose e iconiche della storia, Apes Revolution è un film d’azione che sfocia spesso e volentieri nell’analisi socio-politica spiccia.

La componente action e fantascientifica è infatti presente, ma sembra quasi avere una funzione ancillare nei confronti della rappresentazione delle “correnti” ideologiche delle due fazioni contrapposte.

Lo scontro è un’allegoria dei conflitti odierni tra propri simili, dato che qui la lotta è tra anelli della medesima catena evolutiva, e il focus della pellicola è ovviamente il rapporto difficile tra le due collettività dalle differenze (quasi) inconciliabili e con interessi (quasi) completamente diversi.

L’opera si allaccia inoltre al dubbio e non univoco concetto di “evoluzione”, sottintendendo che il progresso meccanico e oggettivo non renda una specie automaticamente migliore a com’era in precedenza se la fa degenerare verso la violenza e la lascia cadere nell’innata tendenza alla distruzione.

La regia di Matt Reeves (Cloverfield) alterna in maniera piuttosto sapiente scene di ampio respiro, con inquadrature letteralmente sature di esseri viventi (umani o scimmie), e altre in cui l’attenzione dello spettatore si focalizza su un unico personaggio, che riempie interamente lo spazio visivo.

Dawn-Of-The-Planet-Of-The-Apes-3dartist

L’azione è presente, ma come già detto non in quantità eccessive o eccessivamente ignoranti, prediligendo in molti casi più l’aspetto politico-bellico che quello meramente violento; ciò contribuisce a rendere la pellicola più profonda rispetto ad altre di genere simile, non scadendo nel becero e dimostrando un certo fosforo in fase di regia.

La sceneggiatura di Bomback, Jaffa e Silver pone in risalto i già citati due gruppi in un modo che definirei “percorso tracciato da una pallina in una partita svolta a Wimbledon”.

In molti film di questa tipologia, si sviluppa nello spettatore una sorta di “tifo” per una o l’altra fazione; personalmente la trovo una cosa piuttosto infantile, ma tant’è.

Qui lo script fa rimbalzare le “simpatie” del pubblico per l’una o l’altra parte del conflitto alternativamente, mettendo prima in buona o cattiva luce uno dei due gruppi e successivamente invertendo il processo.

La conclusione che se ne trae è che tolleranza e lungimiranza non dipendono dalla specie di appartenenza, ma dal singolo: in ogni gruppo sociale, più o meno ampio che sia, ci sono elementi intolleranti, ottusi, assetati di potere e propensi alla guerra, così come individui più riflessivi, saggi e pacifici.

pianeta scimmie koba

Lo scienziato protagonista del capitolo precedente, mosso da nobili ideali ed interpretato da James Franco, è qui sostituito da Jason Clarke (ex George Wilson de Il grande Gatsby) e Gary Oldman (ultimamente in un altro reboot/remake, quello di Robocop, anche se sinceramente preferisco ricordarlo per ben altri ruoli); paradossalmente il fattore umano non è il più rilevante della pellicola, che spesso e volentieri preferisce concentrarsi sul gruppo al di là del Rubicone.

Cesare, il leader delle scimmie, è infatti il personaggio con la maggiore esplorazione psicologica, la quale lo rende il vero protagonista dell’opera.

Non sarà quello che commentò la battaglia di Zela del 47 a.C. con “Veni, vidi, vici”, ma questo imperatore delle scimmie è rappresentato come un sovrano illuminato, capace di gestire con fermezza il proprio clan unendo alla disciplina l’intelligenza e la lungimiranza.

Molto più umano di molti umani, Cesare è retto da una magistrale interpretazione di Andy Serkis, che compie un altro gran lavoro di recitazione e motion capture dopo Sméagol/Gollum (chi come me ha visto ISDA anche in lingua originale sa a cosa mi riferisco) e King Kong (forse un po’ “troppo” umano, ma comunque un notevole risultato), dimostrando che forse l’Academy dovrebbe aprire maggiormente ad interpretazioni di questo tipo.

Convenzionali? Forse no.

Degne di nota? Assolutamente sì.

Apes-revolution-immagine-performance-capture

Nel complesso un buon film.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: Il pianeta delle scimmie è una serie di otto film, scegliete quello che più vi aggrada.

Ma per favore NON il remake di Tim Burton.

Annunci

Commenti su: "Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie" (10)

  1. Le uniche scimmie cinematografiche che posso supportare sono quelle di 2001 Odissea nello spazio
    (I primati mi terrorizzano, quindi li odio)

  2. Just me ha detto:

    Mi fido del tuo giudizio, ma penso proprio che passerò. Cioè, veramente ti sei visto otto film con le scimmie? Ma perché?? 😉

  3. Andrea Evangelisti ha detto:

    il secondo capitolo mi è piaciuto e sono d’accordo con la tua recensione, ma preferisco di molto il primo film soprattutto per la prima mezzora di questo apes revolution ( piatta e molto lenta)
    Comunque aspettiamo il terzo film!

    Ciao!

    • Ciao! 🙂
      Sì, effettivamente un difetto di questa pellicola è di partire con una presentazione molto lenta del gruppo di scimmie, forse qualche piccolo taglio si sarebbe potuto fare.
      Sarà interessante vedere come si chiuderà il cerchio con il terzo episodio 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: