L'amichevole cinefilo di quartiere

the amazing-spider-man-2-il-potere-di-electro-Spider-Man, Spider-Man / He makes the movies a spider can…

TRAMA: Peter Parker vive la sua tranquilla vita quotidiana tra la scuola e Gwen, ormai diventata la sua ragazza. Tutto fino a quando il passato non torna a tormentarlo, con il contemporaneo ritorno di un vecchio amico, Harry Osborn…

RECENSIONE: Seguito di The Amazing Spider-Man (2012), diretto anch’esso da Marc Webb, questo film è purtroppo un’opera piatta, con alcune buone idee che però affondano in una scialbezza generale evidente.

In parole povere, per ogni elemento degno di nota ce ne sono subito dopo almeno un paio malfatti, tirati per i capelli o ridicoli, e da estimatore del primo reboot è per me un vero peccato constatarlo.

Inizialmente la mia paura più grande era la presenza di ben tre nemici: tale aspetto mi provocava un pericoloso déjà vu riguardante Spider-Man 3 (2007), pellicola immonda il cui posto è tra le fiamme dell’Inferno e che è stata utile al rispettivo franchise come Batman & Robin coi suoi bat-capezzoli e bat-carta di credito.

bat carta di credito 

Quanti chiodi devo piantare sulla bara, dottò’?

Il problema principale di The Amazing Spider-Man 2 non sono però tanto i villains (beh anche, ma poi ci arriviamo), quanto non essere riusciti in fase di regia e sceneggiatura a creare una dignitosa spina dorsale che potesse sostenere, oltre ad essi, anche una complicata storia d’amore e i tormenti familiari del protagonista.

So che non è molto critico-oggettivo dirlo, ma a vedere questa pellicola mi sono sentito continuamente “sedotto e abbandonato” da (pochi) notevoli elementi alternati a palesi cazzate, e ciò non può portarmi a una valutazione positiva dell’opera.

La regia di Webb sarà anche efficace in alcune scene di battaglia (aiutata anche dagli ottimi effetti speciali valorizzati dal 3D) ma talvolta calca troppo la mano sull’eccesso e sulla estremizzazione dell’azione.
Non si riesce a riscontrare in cabina di regia uno stile ben preciso, che si limita quindi ad essere un pallido riverbero della regia del primo capitolo, non aggiungendo un nuovo quid a parte forse qualche inquadratura del supereroe a zonzo per la città; tali inquadrature saranno sì magnificenti per l’occhio, ma si rivelano ben presto fini a se stesse, non essendo inserite in un contesto stilistico caratterizzato appieno.

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La sceneggiatura (qui opera di Kurtzman, Orci e Pinkner) conferma di essere il tallone d’Achille di quasi tutti i film della Marvel.

Sì, d’accordo, alcuni elementi sono sviluppati con cura (ad esempio il personaggio di Harry Osborn per quanto didascalico non è stato reso male) ma in altri si richiede da parte dello spettatore una sospensione dell’incredulità veramente notevole, e a meno che non si chiudano occhi e orecchie spegnendo pure un 50 % del cervello le pecche risultano evidenti.

Evidenti mentre si guarda il film, non dopo averci rimuginato sopra e averlo digerito, il problema è soprattutto questo.

Piena di difetti è in particolare la parte legata ai genitori di Peter (preoccupante, sarebbero due geniali scienziati), che nonostante la sua drammaticità risulta a tratti involontariamente ridicola, raffazzonata e inserita tanto per allungare il brodo.
Anche il rapporto tra Peter e Gwen (ma in generale ogni relazione tra un personaggio e l’altro) non è dei resi meglio su pellicola, con scelte e reazioni umane piuttosto stiracchiate, se non casuali, oltre alle già accennate esagerazioni senza senso.

Nonostante la pellicola sia orchestrata in stile casella 16 del gioco dell’oca (“avanza di una casella, poi vai indietro di due”) gli attori non sono neanche tanto male.

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Andrew Garfield è ben calato nei panni del supereroe creato da Lee e Ditko nel 1962: credibile sia come Peter Parker (nella sua nuova versione più scanzonata-high tech e meno sfigata-inibita) che come ciarliero supereroe, riesce ad essere simpatico ma non borioso.
Emma Stone dovrebbe essere cazzuta ma scade troppo spesso nel complesso della damigella da salvare, e risulta perciò un character più schematico rispetto al primo episodio.
Più convincente Dane DeHaan (già visto in Chronicle e Come un tuono), il cui Harry Osborn è stato forse raffigurato troppo dandy e fuori contesto ma alla fine della fiera è uno dei pochi a salvarsi.

Come villains abbiamo Paul Giamatti in una breve apparizione nei panni di Rhino (sia benedetto chi ha pensato all’esoscheletro da guerra al posto del costumino grigio attillato con un corno sulla testa) e soprattutto il Puffo Elettrico Jamie Foxx (si scrive “Delectro”, la D è muta).

Quest’ultimo è purtroppo un personaggio sviluppato da cani, risultando lo stereotipo di se stesso: una persona trattata male dagli altri e “invisibile” agli occhi dei più si trasforma in un un banale cattivo “say my name” in cerca di ribalta e fama.
Ciò lo rende una macchietta o poco altro e forza le emozioni dello spettatore nei suoi confronti, dato che esse non nascono spontanee (come dovrebbero) ma vengono provate perché non potrebbe essere altrimenti.

In generale, The Amazing Spider-Man 2 di “amazing” ha ben poco.

Una delusione.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi: Come al solito, i film della Marvel.
Che iniziano ad assomigliarsi tra loro in maniera piuttosto preoccupante.

 

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Commenti su: "The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro" (7)

  1. Just me ha detto:

    Inizio a pensare di avere uno strabiliante sesto senso-evita-cagate: era uno di quelli che avevo scartato a priori, poi vengo qui e tu me lo demolisci ahah

    • I tuoi sensi di ragno non ti hanno ingannata my darling 😉

      Battute a parte alcune cose (che però non posso spoilerare) non mi sono dispiaciute, però sono molte di più quelle dimenticabili…
      Penso che questo film sia un’occasione parecchio sprecata.

      • Just me ha detto:

        Onestamente non sono un’esperta di film Marvel, però, in linea generale, mi sembra che negli anni siano state molte di più le occasioni sprecate che quelle ben riuscite. Ricordo cose come i Fantastici 4, che “Pietà Signore!”…

      • “I fantastici 4” (e mi riferisco ad entrambi i film) sono tra le peggiori pellicole della Marvel, insieme a perle come Daredevil, i due Ghost Rider e purtroppo tante altre.
        Il problema dei film sui supereroi è che, a parte alcuni casi, sono pellicole di grande impatto sul pubblico, per cui si punta quasi esclusivamente sugli effetti speciali essendo i produttori sicuri di un ritorno dal punto di vista economico.
        Ciò porta nelle sale opere talvolta imbarazzanti…

      • Just me ha detto:

        Sì, hai ragione. Non che gli effetti speciali siano un problema (sono la stessa persona che al 4D Marvel di Madame Tussauds s’è divertita come una bambina), però, al di là di quelli ci dev’essere una storia che regge. Però forse quest’ultimo aspetto interessa solo a noi “blogger intellettualoidi” ahah, la gente continua a riempire le sale anche al 95esimo film Fast & Furious (che lo so non c’entra coi supereroi, ma è uno dei film senza succo per eccellenza).

      • Sì sì, in un film del genere gli effetti speciali sono comunque importanti, non intendevo quello, però penso che in tutti i film (supereroi compresi) regia e sceneggiatura siano più importanti 🙂
        Se esistesse un attestato da “Blogger intellettualoide” lo sfoggerei con orgoglio (e un po’ di boria 😉 )
        D’accordo con F&F come saga ultraripetitiva, aggiungerei “Pirati dei Caraibi”, di cui l’anno prossimo uscirà il quinto e molti film d’animazione recenti che diventano copie di se stessi.

      • Just me ha detto:

        Temo che lo sfoggeremmo tutti con orgoglio (e chi dice di no è il più intellettualoide di tutti!).
        Comunque pienamente d’accordo

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