L'amichevole cinefilo di quartiere

300 l'abla di un impero“Questa è blasfemia! Questa è pazzia!”
“QUESTO! È! CI-NEMA!!!”

TRAMA: Il film racconta gli eventi avvenuti durante la battaglia marittima di Capo Artemisio tra i Greci (comandati dall’ateniese Temistocle) e i Persiani di re Serse I, svoltasi quasi contemporaneamente alla battaglia delle Termopili.
Ispirato in parte alla graphic novel Xerxes di Frank Miller.

RECENSIONE: Sequel (ma sarebbe più corretto midquel) di una delle pellicole più virili e allo stesso tempo omosessuali della storia del cinema (300 di Zack Snyder, uscito nel 2007), questo film segue un’opera i cui meriti principali sono l’aver aumentato di un buon 20-30% le iscrizioni nelle palestre e aver creato una manica di esaltati, che per caricarsi prima di qualsiasi incombenza (partita di calcetto, gara di shottini, fila alle Poste) sbraitano discorsi motivazional-guerreschi con la stessa energia di Mussolini dal balcone di Piazza Venezia.

Al posto di Snyder, che ha declinato il progetto per dirigere L’uomo d’acciaio (complimenti, bella scelta) e che qui è in veste di sceneggiatore e produttore, abbiamo in cabina di regia Noam Murro, regista con molta esperienza pubblicitaria ma con alle spalle un unico lungometraggio (Smart People, 2008).

Purtroppo si vede.

300 – L’alba di un impero è infatti un film piuttosto scialbo, che si limita a sfruttare l’onda lunga del suo predecessore senza fare aggiunte degne di note alla struttura cinematografica dell’opera stessa.
Il risultato è una copia carbone mediocre di una pellicola di sette anni fa che hanno visto praticamente tutti.
Beh dai, buono.

300 temistocle

No, Temmy, non mi guardare così…

Ma andiamo con ordine: recensire questo film senza fare un paragone con la pellicola precedente è praticamente impossibile, e dato che 300 è un’opera arcinota i cui elementi costitutivi sono ben delineati, tale confronto è molto utile per valutare appunto il sequel.

Nel primo film la regia puntava molto sull’azione, esaltandola grazie ad un uso massiccio della slow motion (che abbracciava circa un terzo del film e senza la quale 300 sarebbe durato più o meno tre quarti d’ora); la fotografia era caratterizzata da colori saturi e filtri molto decisi, e la colonna era basata su musica metal.
Qui è lo stesso. Murro si limita al compitino (ma proprio -ino -ino) ed è ulteriormente penalizzato da una sceneggiatura (come già detto, di Snyder stesso) che ricalca in maniera pedissequa gli avvenimenti del primo film, cambiandone eventualmente solo alcuni piccoli dettagli.
Il risultato è che se 300 vi è piaciuto moltissimo non sarà forse un problema per voi rivedere le stesse scene quasi identiche una seconda volta, ma i più potrebbero stufarsi ed avere una fastidiosa sensazione di déjà vu perenne.

Anche il background narrativo è bene o male lo stesso: nell’opera precedente c’erano 300 uomini che combattevano contro lo sterminato esercito del re/dio/drag-queen, costituendo quindi un archetipo “pochi contro tanti” somigliante ad un realistico e iperviolento “Asterix e Obelix”; qui anche se abbiamo due eserciti veri e propri il numero dei Persiani è comunque nettamente superiore a quello degli ellenici, quindi…
Sì, insomma, sempre la solita solfa.

Una differenza tra le due pellicole è che in 300 i gusti sessuali… ehm… “difficilmente inquadrabili” degli antichi greci erano celati (anche grazie ad alcune brevi scene di nudo femminile), ma nonostante ciò alcuni segmenti sfioravano il ridicolo (in)volontario; qui invece l’eterosessualità è più marcata, grazie anche alla presenza di un personaggio femminile sexy e provocante con uno spazio narrativo maggiore.

"Inginocchiati davanti ai miei piedi." Eh-ehm...

“Inginocchiati davanti ai miei piedi.” Ok, vi lascio soli…

Dal punto di vista strettamente tecnico si notano i costumi di Alexandra Byrne (Oscar nel 2008 per Elizabeth: The Golden Age) e il fatto che gli sfondi siano talmente realistici da sembrare dipinti su un muro: integrazione con le figure umane quasi zero.

L’australiano Sullivan Stapleton (doppiato in italiano da Simone Mori e apparso in Gangster Squad) sostituisce Gerard Butler (voce di Roberto Pedicini e visto negli ultimi anni in Giustizia privata Comic Movie) come attore protagonista.
Il suo Temistocle è un guerriero diverso da Leonida: più stratega e scacchista e meno ossessionato dalla morte e dall’uccidere, si comporta come un vero generale più che come un comandante.
Eva Green come assetata di sangue Artemisia interpreta un personaggio femminile forte anche se troppo stereotipato, e la sua prorompente sessualità (traduzione per il volgo: è tanta, ma tanta roba) non riesce a salvarla dall’effetto macchietta.
Il brasiliano Rodrigo Santoro torna negli imponenti e sessualmente ambigui panni (anche pochi, a dir la verità) del sovrano divinizzato Serse, una specie di Shaquille O’Neal gay con il vocione da oltretomba di Alessandro Rossi.
David Wenham e Lena Headey riprendono i personaggi di Delios e Gorgo.

300 artemisia

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: 300 (2007) e in generale tutti i film di guerra antica con protagonisti dei culturisti improbabili.
O anche Almodóvar e Özpetek…

Annunci

Commenti su: "300 – L’alba di un impero" (2)

  1. D’accordo su tutto, ma colgo dell’ironia quando si parla de L’uomo d’acciaio di Snyder 🙂 film che comunque ho considerato una delle migliori trasposizione cinematografiche di Superman e in generale un buon cinecomic.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: