L'amichevole cinefilo di quartiere

Hercules

herculesEhm, ragazzi? La recensione sarebbe per di qua.

TRAMA: Hercules, figlio di Zeus caduto dall’Olimpo e cresciuto tra gli uomini, deve affrontare il dio degli Inferi Ade per sventare i suoi oscuri piani di dominio sul Mondo.

RECENSIONE: Se per quanto riguarda la live action abbiamo la serie tv Hercules (1995-2000) con un Kevin Sorbo in versione ASMA (Armadio Spaccaculi Monoespressivo e Ammazzamostri), nel reparto animazione la mitologia greca è stata portata sullo schermo da questo film, uscito nel 1997 e prodotto da mamma Disney. La regia e la sceneggiatura sono di Ron Clements e John Musker, autori anche de La Sirenetta e Aladdin, altri due classici della casa di produzione di Topolino.

Oltre ad abbandonarmi a commenti da anziano del tipo “come passa il tempo”, “a ripensarci mi sento vecchio” e l’evergreen “ai miei tempi le tubature non si riparavano così”, devo dire che Hercules è un film nella media con elementi un po’ scadenti mitigati però da invenzioni più efficaci.

Partiamo dai lati negativi, così chiudendo in positivo la recensione sembra più buona.

A parte la mitologia ellenica stuprata (ma questa è in senso lato una favola, per cui sorvoliamo sulle grosse libertà prese in fase di scrittura) uno dei grossi difetti del film è che a conti fatti ciò che vediamo per tutta la parte centrale è palesemente inutile ai fini della trama, avendo come unico scopo quello di formare il protagonista. In pratica, senza fare eccessivi spoiler, abbiamo un villain (poi ne parliamo) che sta preparando un piano e deve semplicemente aspettare il futuro momento giusto per attuarlo, anche se sarebbe teoricamente tutto pronto già da subito. È un film Disney, non uno con James Bond, fate qualcosa adesso!

Un’altra pecca è che le canzoni, tratto distintivo dei film d’animazione, servono solo a perdere del tempo per arrivare all’ora e mezza canonica. Non è male Alex Baroni (che doppia il protagonista nelle parti cantate), sono proprio le musiche in sé ad essere poco efficaci e memorabili, tant’è che la canzone più ricordata della pellicola è quella delle Muse (assente Matthew Bellamy), qui rappresentate come cheerleaders canterine.

Terzo aspetto negativo, il cattivo.

Personalmente io adoro Ade. Perché fa molto ridere.
Ma nel film non funziona. Perché fa molto ridere.

Un antagonista comico può starci bene in un film come Le follie dell’imperatore (2000), dato che ha una forte impronta demenziale; inoltre lì ha un senso anche perché i protagonisti, ossia “i buoni”, sono un lama e un contadino. Se invece hai come personaggio principale un semidio forzuto contrapporgli una figura del genere, che per quanto potente non è vista come minacciosa, stride veramente tanto. Ripeto, Ade mi piace un sacco quando sbrocca e le sue citazioni sono simpatiche, ma può essere considerato un aspetto positivo preso da solo, non all’interno dell’economia del film.

Lati positivi? Primo fra tutti il doppiaggio. Non tanto perché la scuola italiana sia la migliore del mondo (vero), ma perché qui a parte Ade tutti i personaggi di rilievo sono doppiati da non professionisti nel settore. Abbiamo infatti i bravi Raoul Bova-Hercules e Veronica Pivetti-Megara, entrambi molto convincenti, così come adattissimo alla parte è Giancarlo Magalli come Filottete. Aggiungendo che Pena e Panico sono Zuzzurro e Gaspare, l’unico vero doppiatore è l’attore teatrale Massimo Venturiello, che dà la voce al dio degli Inferi (sostituendo l’originale James Woods) e a Gary Oldman nei film recenti.

I disegni, pur con il loro stile molto particolare e “giapponeggiante” non mi sono dispiaciuti, così come i vari mostri sono ben realizzati e hanno dei vivaci combattimenti. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è che si ride veramente tanto.
E poi ha quell’aurea Disney che rende tutto un po’ speciale. 

Non eccezionale, ma a cartoni animati ne ho visti di peggiori.

Se vi è piaciuto potrebbero piacervi anche: tutti quelli di zio Walt.

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Commenti su: "Hercules" (2)

  1. Nooo, non puoi demolire così le canzoni di Hercules, hanno segnato la mia infanzia, la mia adolescenza e … sto cantando ancora adesso, fermatemi!! Le Muse vincono a mani basse, con i loro canti e movenze che richiamano i gospel americani, interpretano in modo molto originale questo tipo di “evocazione” del divino, totalmente estranea alla cultura dell’antica Grecia, ma completamente azzeccata per modernizzare la storia. Anche le altre canzoni però non sono affatto male, ironiche e dal ritmo orecchiabile. Per il resto sono d’accordo, la trama un po’si perde nel percorso, ma rimane comunque uno dei film più divertenti firmato Disney. 😉

    • Sulle risate come ho scritto niente da dire, è veramente simpatico 🙂 Anche le Muse ci possono stare in versione più scanzonata, ma rispetto ad altri film Disney, in cui almeno 2 o 3 le ho più o meno in mente, qui a parte quella non me ne è rimasta impressa nessuna, e credo sia un peccato…

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