L'amichevole cinefilo di quartiere

Ovvero pellicole che vengono spesso nominate nelle chiacchierate al bar e definite dai più come dei gran filmoni ma che per un motivo o per l’altro non riesco a mandare giù.

OVVIAMENTE non sono i film che mi fanno più schifo in assoluto, ma semplicemente quelli che di solito mi fanno fare la figura del bastian contrario della situazione.

Non vi preoccupate, alla fine potrete sgranare gli occhioni dicendomi: “Ma come, non ti piace X?!”.

Oppure insultarmi.

ELENCO:

Avatar (2009). In assoluto il miglior 3D nella storia di questa tecnica. E basta.

La sceneggiatura è di una banalità imbarazzante e sembra un misto tra Pochaontas Ferngully, con l’ulteriore presenza di personaggi stereotipati all’ennesima potenza (il soldato buono, il generale /colonnello cattivo random, la scienziata progressista, la soldatessa gnocca e cazzuta).

Gli attori si limitano al compitino (anche Sigourney Weaver, purtroppo) e una spettacolare confezione non può non farmi notare che dentro al pacchetto regalo c’è un portachiavi da un euro e cinquanta in stile uova di Pasqua. Un vero peccato che con tutti i soldi utilizzati per le tecniche al computer Cameron abbia deciso di scrivere la sceneggiatura invece di pagare uno bravo per farla. Con uno script all’altezza sarebbe potuto essere il punto di non ritorno e l’inizio di una nuova epoca cinematografica. Peccato.

Il favoloso mondo di Amélie (2001). David Lynch in overdose di acidi e orsetti gommosi non avrebbe potuto partorire niente di più strambo.

Secondo la mia modesta opinione uno dei film più sconclusionati degli ultimi 15 anni, con protagonista una strampalata fanciulla il cui ruolo sarebbe il sogno di Zooey Deschanel che se ne va in giro con lo scopo di aiutare le persone. A caso, tipo una Girl Scout.

A questa premessa già di per sé un po’ inquietante si aggiungono dialoghi con gli oggetti, un insieme di personaggi secondari se possibile con ancor meno rotelle di lei e in generale situazioni ai confini della realtà e della salute mentale. Perdonare tutto perché è ambientato nella splendida Parigi? No, non credo.

Il gladiatore (2000). Russell Crowe in gonnella che ammazza tigri in un’arena. Questo film costituisce alla perfezione la storia romana vista dagli americani. Ossia in maniera ignorante.

Frasi latine sbagliate, consecutio temporum sbagliata, storia degli imperatori sbagliata, riferimenti ad altre culture sbagliati, geografia sbagliata (il Tevere attaccato al Colosseo??) e tante altre piccole o grandi cazzate.

Crowe cerca di mantenere un minimo di dignità e devo ammettere che probabilmente è l’unica cosa che si salva nel film. Phoenix ha un personaggio troppo sopra le righe e fuori di testa, ed è troppo accentuato il suo lato malvagio e folle, rendendolo una caricatura di se stesso. La sceneggiatura ha troppi passaggi a vuoto che servono solo ad allungare il brodo (due ore e trentacinque metterebbero a dura prova la vescica di chiunque) e troppi “scalini”: da generale a schiavo, da schiavo a gladiatore, da gladiatore di provincia a gladiatore famoso che alla fiera dell’Est mio padre comprò.

Titanic (1997). Sputtaniamo una delle più grandi tragedie del 1900 (guerre escluse) con un eterno polpettone.

Il fatto che siano su una nave è rilevante solo quando affonda, per il resto avrebbero potuto ambientarlo anche al classico McDonald’s vicino a un cinema. Fortunatamente DiCaprio e la Winslet ci hanno marciato poco, a differenza di Cameron, e crescendo sono diventati due tra i migliori attori under 40.

Il personaggio di Rose è completamente campato per aria dal punto di vista socio-culturale risultando molto forzato e non è un bene, essendo il film ambientato per buona parte nel 1912. Billy Zane è un cattivo con la profondità psicologica di una pozzanghera e paragonabile a quelli bidimensionali di Bollywood. Il fatto che Rose da giovane abbia gli occhi nocciola e da vecchia azzurri mi fa seriamente pensare che il casting lo abbia fatto un daltonico.

La vita è bella (1997). Un concetto per me molto importante è che i film italiani non vanno osannati a prescindere solo perché sono stati realizzati a sud del Monte Bianco. Se si fa questo paradossalmente si danneggia l’arte cinematografica tricolore, perché non si riesce più a distinguere tra i film degni di lode e quelli degni di pareggiare un tavolo traballante.

La vita è bella non è un capolavoro, è una boiata.

La prima parte è scialba, si regge totalmente sulle spalle del comico toscano e la poesia diventa presto stupidità. Alcune gag, come la corsa intorno al palazzo o la telecinesi a teatro sono scopiazzate da grandi comici come Keaton o Troisi, e l’impressione generale è che invece di avere delle gag basate sulla sceneggiatura, sia quest’ultima a essere basata sulle gag, risultando un debole collage di frizzi e lazzi. La seconda parte è una farsa che fa scadere nel ridicolo il dramma della Shoah e che contribuisce allo stereotipo dell’italiano come giullare coglioneggiante.

N.B. Prima che mi saltiate addosso come comari mestruate il primo giorno di saldi tenete presente che quelle che avete appena letto sono opinioni personali e come tali vanno prese. Il tono è provocatorio ma è usato semplicemente per suscitare ironia e sarcasmo.

That’s all, folks. IMHO.

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Commenti su: "Serenate. Parole e opinioni in libertà – I 5 film che piacciono a tutti. Tranne a me." (9)

  1. Condivido con la parziale eccezione di Amélie che, pur essendo molto sdolcinato, ha qualche asso nella manica. Gli altri quattro sono indigeribili.

  2. “comari mestruate il primo giorno di saldi” No eh, questo proprio non l’accetto ! 😀

    Mi trovi d’accordissimo su Titanic, credo di non averlo mai visto tutto per intero e anche per avatar, io non l’ho manco visto in 3d, però mi son piaciuti tanto i paesaggi, quella luce fosforescente e l’albero, però sì è Pocahontas al contrario 😀

    E poi mi fermo.

    • Similitudini sbarazzine 😉
      Tutti e 5 sono film che hanno avuto un grande successo di pubblico, quindi già mentre scrivevo l’articolo sapevo che la mia opinione sarebbe stata una minoranza.
      È solo che non riesco a mandarli giù! 😀

      • E fai bene 🙂
        e come dice Shrek “meglio fuori che dentro, eh Fiona?” sì, non parlava di recensioni..ma credo sia molto versatile come consiglio 😀

  3. Ciao, condivido le tue scelte, un po’ meno su Titanic (ma è più legato al ricordo di quando ero bambino) che sostituisco volentieri con Il signore degli anelli! Mentre sulle altre scelte condivido totalmente, in particolare modo su Avatar 🙂

    • Ciao, “Avatar” secondo me ha troppa prevalenza della forma sulla sostanza. È un piacere per gli occhi quanto vuoi, ma personalmente credo non lasci nulla…
      “Il Signore degli Anelli” come trilogia la apprezzo molto, praticamente sono gli unici film del genere fantasy medievale che mi piacciano 🙂

  4. Concordo soprattutto per Avatar, ed anche per la Vita è bella, figurati a me non piace la Trilogia dell’Anello, dovrò riguardarla un giorno…

    • A me “Il Signore degli Anelli” è piaciuto un botto, ed è l’unico film (più film, in questo caso) che mi faccia apprezzare il genere fantasy medievale, che per meri gusti personali non mi fa impazzire.

      Continuo a pensare che se “La vita è bella” l’avrebbero apprezzato molte meno persone…

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