L'amichevole cinefilo di quartiere

MorriconeOvvero, il Maestro.

È molto difficile per un ignorante come me scrivere un articolo che non sia la solita, banale ruffianata fatta nei confronti di un uomo considerato unanimemente “grande” nel suo campo.

Già il fatto di battere sulla tastiera del mio pc può essere considerata a ragione come una volgare mancanza di rispetto. L’ode a un gigante composta da un onesto cialtrone.

Da semplice cinefilo quello che posso dire è che Ennio Morricone è per il cinema un grande accompagnatore. Anzi, IL grande accompagnatore. Uso questo termine perché mentre i registi mostrano (come diceva un altro Maestro, Fellini) e gli attori animano il film, colui che compone la colonna sonora e le musiche si occupa di portare, o quasi cullare lo spettatore, le sue orecchie, attraverso l’opera cinematografica stessa.

Lo spettatore vede ciò che accade sullo schermo, è questo ciò che il pubblico medio fa, ma allo stesso tempo ascolta, spesso inconsapevolmente, ciò che il compositore ha creato attraverso la sua arte per traghettarlo e accompagnarlo alla scena successiva, all’azione successiva, alla battuta successiva.

Se lo spettatore vede un paesaggio naturale sconfinato attraverso l’allontanarsi della macchina da presa, o assiste ad un combattimento all’ultimo sangue tra l’eroe senza macchia e il cattivo o sente scorrergli nel corpo l’adrenalina data da una inquadratura buia chiedendosi che cosa succederà nel prossimo istante, prova su se stesso la potenza della musica e ciò che essa gli trasmette.

Morricone nel corso dei decenni ha contribuito attraverso la sua arte a rendere immortali grandi capolavori del cinema italiano come i film di Sergio Leone, i cui western sono stati associati per antonomasia al compositore a causa del grande successo delle loro colonne sonore. Senza dimenticare, tra i moltissimi lavori, Uccellacci e uccellini di Pasolini, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Petri, il sodalizio con Dario Argento, l’epopea Novecento di Bertolucci e Nuovo Cinema Paradiso La leggenda del pianista sull’oceano di Tornatore. Opere che grazie alle musiche sono state completate nel loro senso artistico e hanno guadagnato un enorme valore aggiunto.

Il Premio Oscar alla carriera ricevuto nel 2007 dalle mani di Eastwood è una delle pagine più belle e toccanti dell’Academy, nonostante sia l’unico premio datogli dopo cinque nomination. “Non un punto di arrivo ma un punto di partenza per migliorarmi al servizio del cinema e al servizio anche della mia personale estetica sulla musica applicata”.

Parole di chi la musica e il cinema li ama.

http://www.youtube.com/watch?v=HJDN1e_OIKw

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: