L'amichevole cinefilo di quartiere

Lost in La Mancha

La sagra della sfiga.

TRAMA: Documentario sulla realizzazione di The Man Who Killed Don Quixote, film di Terry Gilliam del 2000 mai completato a causa della serie infinita di intoppi durante la sua lavorazione.

RECENSIONE: Quando decidiamo di andare al cinema noi paghiamo il biglietto, prendiamo i pop corn e ci sediamo in sala per guardare uno spettacolo su uno schermo. Ma cosa c’è dietro alle immagini che vediamo? C’è il lavoro di tantissime persone, che sono uomini e donne prima che professionisti. L’emblema di quanto possa essere complicata, lunga e frustrante dal punto di vista tecnico e umano la realizzazione di una pellicola è ben rappresentata da questo intelligente documentario.

Terry Gilliam (Le avventure del Barone di Munchausen, Paura e delirio a Las Vegas, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo), ex membro del gruppo comico Monty Python (Dio li benedica) ha sempre avuto come tallone d’Achille paradossalmente il suo più grande pregio: la ricchezza delle sue idee unite a una mente vulcanica. Essendo così entusiasta riguardo ad un progetto (a questo in particolare) la difficoltà più grande per i suoi collaboratori è riuscire a stargli dietro e a capire come materialmente le sue idee possano prendere forma. Unendo questo a un uso del budget piuttosto disinvolto con sforamenti notevoli e quasi abituali, il risultato è il lavorare ad un film stando sempre sul filo del rasoio. Come alcuni suoi collaboratori affermano, “Terry vuole fare un film di Hollywood senza [i soldi di] Hollywood, ed è impossibile”; “Fare un film con Terry è come cavalcare un pony senza sella”.

Come nuvola nera di Fantozzi abbiamo attacchi di panico e problemi di salute del protagonista Jean Rochefort, contratti stipulati in maniera difficoltosa con altri attori, condizioni meteo “ballerine” per usare un eufemismo, improvviso taglio del budget di un quinto (da 40 milioni a 32) per la fuga all’ultimo minuto di uno dei produttori, jet che sorvolavano l’area e che rendevano l’audio incomprensibile e dulcis in fundo una sceneggiatura ambiziosa (anche troppo) con tanto di viaggi temporali. Il risultato: pochissimi minuti di girato con Rochefort e Johnny Depp (scelto come coprotagonista); per la cronaca Vanessa Paradis, scelta come coprotagonista femminile, ha solo fatto una prova costumi.

Un interessante documentario sia per gli addetti ai lavori sia per i semplici curiosi che vogliono sapere cosa stia dietro ad un film. Lost in La Mancha, una pellicola di sul cinema.

La voce narrante è dell’attore Jeff Bridges.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: