L'amichevole cinefilo di quartiere

After Earth

Dopo “Earth”? Wind & Fire.

TRAMA: Padre e figlio si schiantano con una navicella spaziale sulla Terra, mille anni dopo che essa è stata abbandonata dagli umani. Salvarsi sarà un’impresa.

RECENSIONE: Diretta da M. Night Shyamalan, regista e sceneggiatore di Signs, questa pellicola è un’inguardabile porcata in cui da salvare c’è veramente poco o nulla.
Con una trama che raccoglie elementi già visti e stravisti, una recitazione scadente ad essere generosi e una sceneggiatura senza un briciolo di senso logico, After Earth conferma il declino inarrestabile del regista e sceneggiatore di origini indiane.

Forse sarebbe meglio la smettesse di campare di rendita sul successo de Il sesto senso e muovesse il culo per fare film decenti.

Will Smith a un anno dallo scarso Men in Black 3 ha la malaugurata idea di produrre con la moglie Jada Pinkett un film che ha come unico scopo tentare di lanciare la carriera hollywoodiana di suo figlio, l'”attore” e rapper in pannolino Jaden Smith, che ha recitato assieme al principe di Bel-Air anche ne La ricerca della felicità.

Recitazione di rara piattezza da parte di entrambi, con un Big Smith che sembra quasi scusarsi e dire: “No, non guardate me, la mega star, guardate lui” e Little Smith con sempre la stessa espressione simil-intensa-senza-riuscirci-lontanamente e il carisma di un parcheggio.
Ringraziamo Sandro Acerbo che almeno ci prova e offre come sempre una buona prestazione. Compare anche la bella squinzia Zoe Kravitz, figlia del sobrio Lenny (ma qua nepotismo a manetta?) ed ex Angel in X-Men-L’inizio.

Probabilmente recitare in una tale ciofeca non aiuta Father & Son, perché le pecche qui sono un’infinità.

La sceneggiatura è banalissima, con elementi ridicoli, personaggi stereotipati all’ennesima potenza e persino scopiazzature di altre opere (addirittura Lost) in maniera più o meno palese.
L’assenza di logica regna sovrana perché vengono compiute azioni senza alcun senso rispetto al contesto, molte scene sono tirate per i capelli tanto per guadagnare minutaggio e dal punto di vista strettamente concettuale l’idea della Terra dopo mille anni è resa malissimo.
Dubito fortemente che in soli mille anni (pur senza la presenza umana) gli elementi naturali e vegetali possano evolversi in quella maniera, e scientificamente parlando nel film sono presenti delle assurdità belle e buone.

Aggiungiamo riprese da un punto di vista no-sense, escamotage tanto per sfruttare gli effetti speciali ma senza un senso concreto (la tuta che cambia colore, ad esempio) e anche visivamente After Earth si rivela un’indecenza.

Evitatelo come la peste.

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