L'amichevole cinefilo di quartiere

Jumanji

Nella giungla dovrai stare finché un 5 o un 8 non compare.

TRAMA: Nel 1969 il giovane Alan rimane intrappolato in un misterioso gioco da tavolo ambientato nella giungla amazzonica durante una partita. 26 anni dopo due ragazzini proseguono la partita liberando, oltre ad Alan adulto, il mondo del gioco che inizia ad invadere la loro città.

RECENSIONE: Tratto dall’omonimo racconto per bambini scritto da Chris Van Allsburg nel 1981, questo film del 1995 è una divertente e colorata avventura ideale per un pubblico di famiglie. Secondo il detto “quando Messner non va alla montagna, la montagna va da Messner” qui è la giungla che piomba rumorosamente e prepotentemente nell’ambiente urbano, in fondo anch’esso un po’ giungla. Ma un conto è litigare con un’anziana che guida come se avesse un secolo di vita davanti, un conto è avere l’asfalto invaso da rinoceronti ed elefanti, e il film dal punto di vista della bellezza visiva raggiunge il suo obiettivo, cioè divertire con sano disimpegno. La regia di Joe Johnston (specializzato nel genere, peccato per i molti scivoloni come Jurassic Park 3Wolfman Capitan America) è decisa nel lasciare briglia sciolta a ciò che vedono gli occhi, senza preoccuparsi di virtuosismi o riprese molto elaborate. La sceneggiatura pone in essere come già detto i contrasti: natura/uomo, dentro/fuori (dal tabellone) quelli principali, con l’aggiunta del rapporto a volte difficile con i genitori che come il prezzemolo può essere sparso un po’ ovunque. Tutti questi elementi sono da sei spaccato, che costituisce il minimo indispensabile per farli digerire allo spettatore senza fargli accorgere della pochezza di ciò che sta guardando (“Didascalie a go-go, nessun colpo di scena e personaggi sullo stereotipato andante? Chissene, guarda che figata i leoni!”). Per quanto riguarda gli attori, c’è subito da chiarire che questo è un film Robin Williams-centrico, e nonostante abbia un guinzaglio più corto rispetto ad altre pellicole passate (Mrs Doubtfire) o future (i due Una notte al museo) l’attore nato a Chicago regge bene la baracca mandando avanti dignitosamente i 100 minuti di film. Accanto a lui personaggi di contorno più o meno riusciti, tra cui spicca una tredicenne Kirsten Dunst pre-sviluppo ormonale. Da segnalare anche le buone musiche di James Horner (recentemente in The Amazing Spider-Man). In conclusione un gran casino, ma con gusto.

Dal film è stata tratta una divertente serie a cartoni animati della durata di 40 episodi da mezz’ora ciascuno.

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Commenti su: "Jumanji" (2)

  1. C A P O L A V O R O

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