L'amichevole cinefilo di quartiere

Ha i pugni nelle mani.

TRAMA: Nella Cina feudale un fabbro americano produce armi per il suo piccolo villaggio; gli eventi però lo costringeranno a difendersi da un incombente pericolo. Ad aiutarlo ci saranno un maestro di kung-fu e uno straniero inglese abile con il coltello.

RECENSIONE: Sponsorizzato da quel mattacchione di Quentin Tarantino, esploso con Le iene e reduce dal successo di pubblico e critica di Django Unchained (416 milioni di dollari di incasso nel mondo, due Oscar vinti), questo film è un arabesco visivo colorato e ignorante, piacevole per gli occhi e all’insegna del disimpegno più totale.

Tra belle fanciulle asiatiche discinte, hip hop stile yowozzapmen? e wuxiapian (cappa e spada in salsa di soia) lo spettatore passa un’ora e mezza leggera e veloce, godendosi combattimenti ben realizzati, un senso della fisica che farebbe rivoltare Newton nella tomba e una sceneggiatura basilare al massimo che serve solo a presentare i vari personaggi e i loro scontri.

Alla regia debutta RZA, che non è una nuova tassa bensì il nome d’arte del rapper Robert Diggs, che aveva fornito a Tarantino diverse canzoni per la soundtrack dei due Kill Bill e dello stesso Django.

In questo film RZA è anche protagonista e sceneggiatore con Eli Roth, quest’ultimo altro compagnone di Tarantino e regista dei due Hostel, pellicole di fattura modestissima la prima e inguardabile la seconda basate sulla pornografia della violenza, che hanno purtroppo contribuito a degradare il rinomato genere horror in filmetti da un’ora e mezza senza arte né parte basati su carneficine tutte uguali.

Come già detto lo script ricalca vari topos come l’amore, la vendetta e l’avidità, tutti trattati in modo diretto e senza tanti fronzoli; dato che L’uomo con i pugni di ferro non è decisamente un film che si va a vedere per la sceneggiatura, questo aspetto è marginale.

A ciò si aggiunge la scelta di indicare la maggior parte dei personaggi con nomi di animali o con professioni: ad esempio i clan sono Lions, Wolves, Tigers eccetera, e il protagonista si chiama Blacksmith, con rimando alle pellicole classiche western dove i personaggi venivano identificati con ciò che facevano, come ad esempio l’Armonica del grandissimo C’era una volta il West

Per quanto riguarda gli attori c’è da dire che il rapper factotum è coadiuvato comunque da un discreto cast, per la gran parte asiatico, in cui spiccano per popolarità due volti notissimi. Il primo è il pingue Russell Crowe, ex Javert ne Les Misérables e prossimo Jor-El ne L’uomo d’acciaio, che si avvia a grandi balzi verso l’obesità e interpreta un personaggio assolutamente sopra le righe e molto carismatico, fornendo spesso spunti comici alla pellicola. La seconda è Lucy Liu, vista in Detachment- Il distaccoche riprende un ruolo simile a quello che aveva in Kill Bill e che porta a casa dignitosamente la pagnotta. 

Buon senso estetico per il sangue e le lotte, spiccano in positivo i curati costumi di Thomas Chong, che aumentano l’estetica del film.

Il protagonista è doppiato da Pino Insegno e Luca Ward come al solito dà la sua calda voce da radio notturna a Russel Crowe; nel film compare in un piccolo ruolo anche il wrestler Batista, riconoscibile perché è l’unico del cast ad avere delle braccia grosse come due mucche.

Girato interamente a Shangai con un budget di 20 milioni di dollari.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: