L'amichevole cinefilo di quartiere

Come un tuono

Cioè assordante e improvviso?

TRAMA: Un motociclista stuntman compie piccole rapine per mantenere la sua famiglia. Il suo destino si incrocerà con quello di un ambizioso poliziotto, cambiando entrambe le loro vite.

RECENSIONE: Dal regista Derek Cianfrance, che ha diretto anche l’inosservato Blue Valentine (2010) sempre con Ryan Gosling protagonista, Come un tuono (2012) è un film godibile che deve gran parte del suo successo alla presenza di due tra gli attori più lanciati del momento, cosa di cui il botteghino ringrazia sentitamente.

Non che il resto sia irrilevante, ma l’attenzione del grande pubblico rimane catalizzata su Ryan Gosling, all’ottavo film in tre anni, e Bradley Cooper, che nell’ultimo triennio ne ha girati addirittura nove, due attori insomma che ultimamente si sono visti poco.
Il primo, lanciato prima dal Mickey Mouse Club e poi dalla serie Young Hercules (che racconta l’adolescenza dell’eroe interpretato dal roccioso e poco espressivo Kevin Sorbo), si conferma come uno dei nuovi sex symbols in quel di Hollywood e questo evidentemente giova alla visibilità dei suoi film, anche se spezzando una lancia in suo favore le pellicole da lui girate sono in generale di buona qualità (Gangster squad è senza infamia né lode, ma lo ha fatto dopo di questo).
Il secondo è riuscito a staccarsi dal caciarone e irresponsabile Phil di Una notte da leoni e relativi seguiti recitando in alcuni film più maturi (non che ci voglia molto) e arrivando anche alla Nomination agli Oscar per Il lato positivo. 

Tornando al tecnico, in Come un tuono c’è una regia molto particolare, con tante riprese che seguono direttamente i personaggi rimanendo dietro di loro e mostrando quindi allo spettatore un’enorme quantità di schiene e nuche; può essere fastidioso all’inizio, ma seguendo il film ci si fa l’abitudine. 

Vi è inoltre un grande movimento (fisico) della macchina da presa, che viene scossa secondo quel raffinato espediente tecnico che nei manuali di cinema prende il nome di “alla cazzo di cane”, ma anche questo è un particolare su cui si passa sopra, visto che viene usato funzionalmente alla scena da filmare e non a muzzo.

Oltre ai bravi protagonisti, che incarnano due facce della stessa moneta (sarebbe contento Harvey Dent) nel film si registra la presenza delle loro rispettive ladies, la fredda e determinata Rose Byrne ed Eva Mendes, nella pellicola molto sciupata e stanca, distaccandosi dal suo solito aspetto da bellona che sarebbe stato ridicolo in un film “sporco” come questo.

Buone infine le musiche, curate dal cantante dei Faith No More Mike Patton.

Non un must-see movie ma se capitate al cinema vale i soldi del biglietto.

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