L'amichevole cinefilo di quartiere

Spogliamoci della dignità, spogliamoci delle inibizioni… spogliamoci.

TRAMA: Un gruppo di disoccupati di Sheffield decide a causa della crisi di organizzare uno spettacolo di spogliarello maschile integrale per racimolare dei soldi.

RECENSIONE: Film del 1997 che sprizza Britannia da tutti i pori, questa commedia color grigio metallizzato è stata di enorme successo sia per quanto riguarda la critica sia per gli introiti derivanti dal grande pubblico. Quando si riesce a mettere d’accordo gli snob intellettualoidi e intransigenti (nel caso in cui non vengano comprati come spesso accade, sia chiaro) e i cornuti ovini ignoranti che di solito pagano per vedere degli spettacoli offensivi per capacità mentali normali, solitamente è il caso di film che meritano considerazione. Full Monty (con annesso sottotitolo italiano imbecille) appartiene a questa categoria.

Per la regia di Peter Cattaneo, che ahimè si è un po’ perso negli anni a venire, viene raffigurato uno scenario grigissimo e tristissimo all’apparenza, ma che diventa un trampolino di lancio per la comicità divertente e scanzonata dei protagonisti. Su di essi la regia si concentra dopo le prime fasi di raffigurazione del paesaggio e degli ambienti, e tutti i personaggi sono ben caratterizzati in modo da risultare simpatici al pubblico: un po’ “poveri sfigati” che fanno pietà, un po’ gente in gamba e con gli attributi.La sceneggiatura è molto semplice: si individua un fine ultimo e si mostra come i vari personaggi arrivano al grande appuntamento, con più o meno intoppi o ripensamenti. Ovviamente non “stamo a fà Bergman” ma la linearità qui non la si può considerare un difetto.

In parte e bravi gli attori: Robert Carlyle lanciato da Ken Loach prima e Danny Boyle dopo è credibilissimo come operaio e ha la faccia da schiaffi giusta per essere una sorta di leader carismatico. Mark Addy è la classica spalla cicciotta e tenerona alla Sam Gamgee che contiene una forza interiore da apprezzare, Tom Wilkinson porta sempre o quasi la pagnotta a casa. Gli altri si sono persi, e rimangono le loro facce stampate su questa pellicola.

Quattro Nomination agli Oscar nel 1998, anno dell’immeritato trionfo di Titanic, tra cui uno strameritatamente vinto: la colonna sonora curata da Anne Dudley è eccezionale, e per un film che parla di spogliarello non è male. Nel 1999 il British Film Institute l’ha inserito al 25º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo. Peccato che alla voce “spogliarello maschile al cinema” il cervello indichi il vuoto e mediocre Magic Mike.

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