L'amichevole cinefilo di quartiere

PREMI OSCAR 2013

MIGLIOR FILM: Si comincia col botto: Argo di Ben Affleck vince il premio come miglior film, battendo Lincoln (soprattutto), ma anche gli eventuali ritorni di fiamma di Amour (che però si consola con lo scontatissimo premio come miglior film straniero), Vita di Pi e il musical outsider I miserabili. Premio che conferma l’enorme maturazione artistica di Ben Affleck e che si spera possa lanciarlo definitivamente nell’ambito dei film di qualità.

MIGLIOR REGIA: Spielberg ancora battuto, questa volta da Ang Lee, per il suo Vita di Pi, che riesce dove Avatar di Cameron aveva fallito nel 2010, ossia vincere alla miglior regia sfruttando il potenziale del 3D. Lee riesce a creare una giusta alchimia tra le scene naturalistiche, veramente molto belle e intense, e l’introspezione del protagonista, le sue riflessioni e i suoi tormenti. Per questo premio era una lotta a due, con gli underdog Haneke, Russel e Zeitlin.

MIGLIORI ATTORE E ATTRICE PROTAGONISTI: Nella categoria dei maschietti grandi interpreti, anche se il vincitore Daniel Day-Lewis era quello più in vantaggio secondo critici, bookmakers e il calendario di Frate Indovino. Molto buona la sua interpretazione di Lincoln, con quel sano patriottismo e quella sana retorica che non guasta mai e aiuta a vincere premi (e infatti..). Phoenix e Washington i possibili avversari, con il primo che ha un rapporto abbastanza conflittuale con l’Academy ma che comunque ha conquistato la sua terza Nomination e il secondo che paga forse un film carino ma niente di più contro un peso massimo come la pellicola di Spielberg. Jennifer Lawrence per Il lato positivo vince come miglior attrice protagonista, un premio per il quale tutti la davano favorita, ma per citare Trapattoni “don’t say cat if you have not in the sac”. Scontro generazionale con Riva e Wallis, la più matura (è una signora, portare rispetto) e giovane nominata nella storia degli Oscar. Chastain battuta sul filo di lana, probabilmente, e Watts per cui è un risultato non disprezzabile anche solo la Nomination, la seconda a nove anni da quella per 21 grammi.

MIGLIORI ATTORE E ATTRICE NON PROTAGONISTI: Grande Christoph Waltz negli attori non protagonisti, che batte la concorrenza di Hoffman e dei senatori Tommy Lee Jones, De Niro e Arkin. Ennesimo premio Made in Tarantino, grazie ad un personaggio più incisivo rispetto a quelli degli altri concorrenti e più presente sullo schermo. Come attrice non protagonista Anne Hathaway, primo Oscar alla seconda Nomination dopo la chicca Rachel sta per sposarsi con l’iconico ruolo di Fantine, sfigatissimo personaggio de I miserabili di Hugo; battuta Amy Adams, unica donzella nel trio di The Master (nessuno dei quali ha vinto l’Oscar) e risultato meritato vista la trasformazione fisica per il ruolo.

MIGLIORI SCENEGGIATURE ORIGINALE E NON ORIGINALE: impossibile non vincesse Tarantino nella prima categoria, il regista del Tennessee meritava uno zuccherino; questo Oscar può confermare l’ idea di molti, secondo cui Quentin è più bravo a scrivere un film che a girarlo. Battuti Wes Anderson per Moonrise Kingdom, con una sceneggiatura molto dolce e Mark Boal per Zero Dark Thirty. Nella categoria non originale vince Chris Tierro per Argo, tratto dall’omonimo libro del protagonista Tony Mendez.

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE: ma siamo proprio sicuri al cento per cento che Ribelle della Pixar sia meglio di Frankenweenie di Burton e di Ralph Spaccatutto della Disney? Premiata forse più la tradizionalità rispetto alle idee vere e proprie, per un film fintamente femminista che in realtà grida al men power da tutti i pori, visto che la protagonista è sostanzialmente un maschio con le tette: togliete la red-head e sostituitela con un Aladdin qualsiasi e il risultato sarà identico. Peccato.

MIGLIORI SCENOGRAFIA, FOTOGRAFIA E COSTUMI: Lincoln (Rick Carter e Jim Erickson) batte abbastanza a sorpresa I Miserabili e Lo Hobbit, forse più meritevoli del premio come miglior Scenografia. L’italoamericano Carlo Miranda vince come miglior fotografia per Vita di Pi battendo il buon John Deakins per Skyfall oltre ai pluripremiati Richardson e Kamisnki per Django Unchained e Lincoln. Costumi a Jacqueline Durran per Anna Karenina, che batte la scomparsa Eiko Ishioka per Biancaneve.

MIGLIORI COLONNA SONORA E CANZONE: Mychael Danna per Vita di Pi per la miglior colonna sonora, mentre per quanto riguarda la canzone vince il premio Oscar più scontato della storia Adele per Skyfall dopo avere intasato le radio di tutto il mondo.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Vita di Pi 1. Hobbit e supereroi 0.

MIGLIOR CORTO ANIMATO: scontato Paperman, un bellissimo corto a cui però personalmente avrei forse preferito Adam and dog.

Riassunto: 4 Oscar a Vita di Pi (tra cui regia), 3 ad Argo (film, sceneggiatura non originale e montaggio) e Les Misérables. 2 a Lincoln, Skyfall e Django Unchained.

Curiosità: prima volta che vince un Oscar un attore che abbia recitato per un film di Steven Spielberg.

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