L'amichevole cinefilo di quartiere

7 psicopatici

7 psicopatici“Psycho killer qu’ est-ce que c’est / fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better / run run run run run run run away.” Psycho Killer – Talking Heads (1977).

TRAMA: Sette personaggi, uniti da rapporti di lavoro o di amicizia, si muovono intorno alla stesura della sceneggiatura per un film di nome 7 Psicopatici e alla scomparsa di un prezioso cane.

RECENSIONE: Per la regia di Martin McDonagh (qui anche sceneggiatore e produttore), commediografo teatrale e regista sul grande schermo del bello e originale In Bruges (purtroppo passato quasi inosservato nel 2008 causa scarsa pubblicità, macroignoranza del pubblico italiano cinematografico e congiunzione astrale sfavorevole), 7 Psicopatici è un film veramente divertente e originale, con un azzeccato mix di generi e un accentuato tocco di misoginia.

La pellicola ricorda, per quanto riguarda lo stile, i film di Guy Ritchie (Lock & Stock – Pazzi scatenati, Snatch – Lo strappo più i due Sherlock Holmes che non c’entrano un tubo), caratterizzati da una grande attenzione ai personaggi, di solito molti, con intrecci e risvolti originali dati dalla sceneggiatura; questo aspetto è ulteriormente evidenziato dal taglio teatrale dato da McDonagh, che ottiene così un film in cui i personaggi sono il fulcro dell’azione e la scenografia ha la funzione di palcoscenico, rievocando i fasti in cui secoli fa il grande Scuotilancia insegnava cosa vuol dire la parola “drammaturgia”.

Il protagonista di questo pastiche è Colin Farrell (già nel già citato In Bruges), che si riprende dalla ciofeca Total Recall, nel ruolo di uno sceneggiatore catapultato dagli eventi in mezzo a personaggi fuori di testa. Assieme a lui Sam Rockwell (Confessioni di una mente pericolosa, Soffocare, Moon), la leggenda Christopher Walken (doppiato alla grande da Dario Penne) e Woody Harrelson, che come sempre porta a casa la pagnotta e riesce a far ridere con la sola sua presenza, più la partecipazione speciale del cantattore Tom Waits.

Dietro a tutto ciò c’è lo scenografo David Wasco (con Tarantino nei due Kill Bill e in Bastardi senza gloria, con Mann in Collateral) che crea il palco su cui i protagonisti recitano a briglia sciolta.

In una programmazione cinematografica con saghe soap-opera con protagoniste creature gotiche, film d’animazione con protagoniste creature gotiche e film tratti da libri di Margaret Mazzantini, altra creatura gotica (Castellitto per favore divorzia!), questo film è come un fiore nel letame.

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